troppo fermo 11 luglio 2015

Poi la notte ti ha succhiato via,

eri troppo fermo, come le tue pinze, ora,

non girano più le viti,

il trapano è troppo silenzioso,

farai passata di pomodoro

per tutti i santi del paradiso

e i tuoi figli vorrebbero tornare bambini

per farsi aggiustare le cose da te,

mi chiamano ancora, scusandosi perchè piangono,

eri l’amico di tanti, un collega da stimare

ci litigavi, ma poi tutti chiedevano di te

elio come il sole

ci illuminerai ancora le nostre notti buie.

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